LAVORO- CARONIA: IL PUBBLICO STIA AL FIANCO DEI PRIVATI PER CREARE SVILUPPO

“La politica del lavoro che ha appesantito in maniera insostenibile gli organici del Comune di Palermo è responsabilità intera di chi oggi ha il coraggio di ripresentarsi, nelle vesti di chi ha esperienza e competenza, a quegli stessi giovani a cui ha precluso per i prossimi vent’anni la possibilità di accedere all’Amministrazione comunale. A Palermo non c’è lavoro pubblico – dichiara Marianna Caronia, parlamentare regionale e candidata sindaco al Comune di Palermo – e non ce ne sarà ancora per molto tempo.

L’unica possibilità di cancellare alcune cifre dall’impressionante dato sulla disoccupazione in città è data da un rapporto stretto e proficuo di collaborazione tra il Comune e le imprese private. Fluidificare i meccanismi tecnici di collaborazione potrà consentirci di stare al fianco di chi vuole e sa creare sviluppo.- afferma la candidata sindaco-

La Regione, per parte sua, è chiamata a fare uno sforzo di responsabilità per non disperdere in mille rivoli, più o meno clientelari, i fondi di cui dispone, fingendo ad esempio di correre in soccorso, ma solo per qualche settimana, di chi ha paura di perdere il posto di lavoro. Utilizzi quel poco o tanto che sarà possibile avere per aiutare gli Enti locali a creare occupazione per i nostri giovani. – conclude Caronia.

MOBBING- CARONIA: MIO DDL ORGANICO CON L’AIUTO DELLA BASE

“Chiedo la collaborazione dei sindacati perché insieme a me diano vita ad un testo di legge che affronti organicamente il problema del mobbing – dichiara Marianna Caronia, parlamentare regionale e candidata sindaco al Comune di Palermo – Mi fa piacere che oggi, insieme all’UGL, sia stato possibile allontanarsi dai temi caldi della campagna elettorale per una riflessione comune su un problema grave che affligge molti lavoratori.

Penso per esempio ad  una rete di “ispettori del mobbing”, scelti nei ruoli dell’Ispettorato al lavoro, da sempre impegnato all’interno degli uffici.- continua Caronia- Essi sarebbero in grado di raccogliere gli umori dei lavoratori, di comprendere le dinamiche che si trovano all’origine dell’eventuale mobbing e, soprattutto, sarebbero in condizioni di proporre ai vertici dell’amministrazione le soluzioni più rapide ed efficaci.

Spesso la matrice di quello che si trasforma in mobbing può essere individuata nella precarietà percepita della propria posizione professionale. Viviamo male sul posto di lavoro e la strisciante preoccupazione di poterlo perdere può condurre ciascuno a comportamenti abnormi.

E’ a questo che deve pensare un provvedimento organico di legge, e rinnovo l’invito a tutti i sindacati perché collaborino con me alla stesura di un apposito provvedimento di legge”- è la conclusione della parlamentare.