Marianna Caronia lascia il Pid “Nessun accordo con Crocetta”

Questo mio passaggio nella lista del Presidente Crocetta è una falsità“. Marianna Caronia, già deputata regionale e già assessore provinciale, ex vicesindaco della città di Palermo, presidente del  movimento politico “Amo Palermo” smentisce categoricamente, aBlogSicilia, l’ipotesi del passaggio al Megafono. “E’ una menzogna bella e buona, non ha alcun fondamento”. “Io – continua la Caronia – mi sto occupando di strutturare il mio movimento sempre più sul territorio”.

Sull’abbandono del Pid – Cantiere Popolare, la Caronia attacca: “Il risultato delle ultime elezioni è stato umiliante. Mi sono spesa in prima persona mentre il leader del partito, Saverio Romano, si è candidato con nel Popolo delle Libertà”. “Mai – attacca – c’è stato un confronto sulla possibilità di confluire nel Pdl, il gruppo parlamentare non ha mai fatto una riunione per decidere cosa fare”.

La Caronia lascia il Pid: “Da Romano logica cinica”

PALERMO – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la candidatura di Saverio Romano nella lista del Pdl, che ha “determinato il totale disimpegno del Cantiere Popolare dalla competizione elettore per il Senato”, segno della “sua cinica logica opportunistica”. Con queste parole Marianna Caronia sbatte la porta e abbandona il Cantiere popolare, portandosi dietro il suo movimento Amo Palermo che conta due consiglieri comunali nel capoluogo, dieci consiglieri di quartiere e 26 consiglieri nei comuni della Provincia.

L’ex deputato regionale, che per una manciata di voti ha fallito l’obiettivo della riconferma all’Ars alle ultime elezioni, non ha affatto digerito la scelta di Romano di candidarsi alla Camera con la lista del Pdl in seconda posizione, praticamente sicura. Una mossa che, secondo l’ex vicesindaco di Palermo che ha corso anche per la poltrona di primo cittadino, ha avuto l’effetto di provocare lo sfaldamento del partito, che già veniva da risultati non certo esaltanti alle Comunali e alle Regionali. E così lo scorso 5 aprile ha riunito il proprio movimento, nato per la corsa a Palazzo delle Aquile, e redatto una nota consegnata allo stesso Romano.

Una nota nella quale la Caronia elenca i motivi della sua scelta: dalla “incapacità di intercettare e interpretare i reali bisogni del popolo siciliano” alla mancanza di democrazia e dibattito interno nel partito, fino, appunto, alla scelta di Saverio Romano di correre con il Pdl. E per la Caronia adesso potrebbero suonare le sirene di altri partiti, di centrodestra come di centrosinistra, anche se la diretta interessata nega per il momento che vi siano in corso trattative.

Quattro consiglieri di quartiere aderiscono a Amo Palermo

Antonio Abbate, Giuseppe Di Vincenti, Guglielmo Ruggiero e Antonino Molinaro aderiscono al movimento di Marianna Caronia che diventa il più numeroso alla Quarta circoscrizione.

Il movimento Amo Palermo fa altri “proseliti” in città. Nato alle ultime Comunali, in appoggio alla candidata a sindaco Marianna Caronia, la lista che ha portato due consiglieri a Sala delle Lapidi annuncia nuovi ingressi.

Si tratta del vicepresidente della Quarta circoscrizione Antonio Abbate, risultato il più votato in città delle ultime consultazioni ed ex Mpa, e dei consiglieri Giuseppe Di Vincenti (ex Mpa) e Guglielmo Ruggiero (ex Cantiere popolare), sempre del quartiere Altarello-Boccadifalco che si vanno ad aggiungere Domenico Fanciuso. E il gruppo, con quattro componenti, è diventato il più numeroso fra quelli presenti in consiglio. Alla Prima circoscrizione, invece, ha aderito Antonino Molinaro (ex Mpa).

“Marianna Caronia, nell’esprimere il proprio compiacimento per l’adesione dei nuovi Consiglieri Circoscrizionali che segue di pochi giorni quella del consigliere comunale Giovanni Geloso (anch’egli ex Mpa, ndr) – si legge in una nota – sottolinea come il suo movimento rappresenti, per la costante presenza sul territorio e l’attenzione alle sue problematiche, sempre più punto di riferimento per i cittadini”.

“Questa è la prova – dice il capogruppo al consiglio comunale di Palermo, Francesco Scarpinato – dello straordinario lavoro che si fa sul territorio in un momento come questo in cui la politica è distante dai cittadini. Amo Palermo sta rappresentando quei cittadini che vogliono dare il proprio contributo alla crescita della quinta città d’Italia”.

Parte la corsa per un seggio a Roma

 

 

Caronia: no a vicepresidenza Provincia di Palermo e si candida alle Politiche

 

Marianna Caronia dice no alla poltrona di vicepresidente della Provincia Regionale di Palermo. L’esponente di Cantiere Popolare, in una nota, ringraziando il coordinatore nazionale del suo partito, Saverio Romano e il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, ha spiegato che non può accettare la proposta ed ha chiesto la riconferma dell’assessore Paolo Porzio.

 

“Indubbiamente – scrive – sarebbe per me un grande onore assumere quell’incarico e l’aver ricevuto alle scorse Elezioni Regionali 7.128 consensi (13ma su 339 candidati) che, comunque non sono stati, per una manciata di voti, sufficienti alla mia rielezione all’Assemblea Regionale Siciliana, darebbe peraltro più che legittimità all’eventuale nomina. Tuttavia in ragione della mia contrarietà a perseguire “posizioni di comodo” in coerenza con la mia personale storia politica ho deciso di non accettarla”.

 

 

 

“Vicepresidente alla Provincia? No, mi candido al Parlamento”

Marianna Caronia declina l’offerta di un posto da vicepresidente alla Provincia di Palermo e annuncia la candidatura alle Politiche del 2013. “E la lista Amo Palermo già lavora per le prossime Provinciali”.ALERMO – Entrare in giunta alla Provincia? No, grazie. Questa la risposta di Marianna Caronia all’offerta del suo partito, il Cantiere popolare, che nel rimpasto di Palazzo Comitini aveva riservato alla già candidata a sindaco di Palermo il posto di vice di Giovanni Avanti. Una sistemazione “dorata” da qui alle Politiche che però la Caronia ha deciso di rifiutare.

“Indubbiamente sarebbe per me un grande onore assumere quell’incarico – si legge in una nota della Carnonia – e l’aver ricevuto alle scorse Regionali 7.128 consensi che, comunque non sono stati, per una manciata di voti, sufficienti alla mia rielezione all’Assemblea Regionale Siciliana, darebbe peraltro più che legittimità all’eventuale nomina. Tuttavia, in ragione della mia contrarietà a perseguire “posizioni di comodo” in coerenza con la mia personale storia politica, ho deciso di non accettarla”.

Un’offerta che era venuta direttamente da Saverio Romano e da Giovanni Avanti, decisi a ricompensare la prima dei non eletti all’Ars con una posizione di prestigio che fino a qualche settimana fa era stata appannaggio del Pdl ma che sarebbe andata al Cantiere popolare nel quadro di un più ampio ragionamento che assegna un posto in più ai berlusconiani. Tutto da rifare, quindi, visto che i progetti della Caronia sono ben altri e permetteranno a Paolo Porzio di restare così in giunta.

“L’importante incarico non mi permetterebbe di dedicarmi compiutamente alla campagna elettorale per le prossime Politiche – aggiunge la Caronia – che mi vedranno candidata nella speranza di poter continuare in Parlamento il mio impegno a sostegno degli interessi della Sicilia. Sottrarrebbe inoltre tempo prezioso all’impegnativo e delicato lavoro di ‘Amo Palermo’ di cui sono Presidente, per la preparazione della lista delle future Provinciali”.

Grandi manovre, quindi, che vedranno l’ex deputata impegnata nella corsa per un seggio a Roma e soprattutto per radicare il suo movimento sul territorio che, dopo la buona affermazione delle Comunali, dove è riuscita a conquistare due scranni, si misurerà con le urne per il rinnovo di Sala Martorana.

RIECCO LA CARONIA: “DICO NO ALLA PROVINCIA, MI TUFFO SULLE POLITICHE”

‘Desidero ringraziare il coordinatore nazionale del Pid-Cantiere Popolare, Saverio Romano, e il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, per l’impegno da loro profuso per la mia possibile nomina alla vicepresidenza della Provincia di Palermo in occasione del prossimo preannunciato rimpasto della Giunta. Indubbiamente sarebbe per me un grande onore assumere quell’incarico e l’aver ricevuto alle scorse elezioni regionali 7.128 consensi (13ma su 339 candidati) darebbe peraltro piu’ che legittimita’ all’eventuale nomina. Tuttavia in ragione della mia contrarieta’ a perseguire ‘posizioni di comodo’ in coerenza con la mia personale storia politica ho deciso di non accettarla”. A dirlo in una nota e’ l’esponente di Cantiere popolare, Marianna Caronia.

“Peraltro tale importante incarico – aggiunge – non mi permetterebbe di dedicarmi compiutamente alla campagna elettorale per le prossime elezioni politiche che mi vedranno candidata nella speranza di poter continuare in Parlamento il mio impegno a sostegno degli interessi della Sicilia”.

Sicilia: Caronia (Pid), no a limiti stagione balneare per salvaguardia posti lavoro

Palermo, 20 set. – (Adnkronos) – “Vanno salvaguardati gli 80 mila posti di lavoro del comparto legato alle imprese balneari che gestiscono i lidi siciliani. La paventata circolare dell’assessorato regionale all’Ambiente sui limiti temporali alla stagione balneare ha messo in subbuglio l’intero settore, gia’ stremato dalla crisi”. Lo afferma Marianna Caronia, deputato regionale siciliano del Cantiere popolare-Pid, a margine di un incontro con i vertici regionali e provinciali della Federazione delle imprese balneari (Fiba) che lamentano scarsa attenzione del governo regionale per un settore che contribuisce al prodotto interno lordo della Sicilia.

Caronia aggiunge che “difendero’ la legge, approvata recentemente, che consente la permanenza delle installazioni di strutture al servizio dei lidi e dei bagni durante tutto l’anno. In un momento di affanno economico – prosegue -, appare davvero cervellotico limitare i guadagni e le prospettive di lavoro ad un settore trainante per il turismo come quello dei lidi che vengono gestiti da centinaia di imprese balneari”.

Provincia, Porzio nuovo assessore

Paolo Porzio, imprenditore palermitano, del Cantiere popolare, è stato nominato dal Presidente Giovanni Avanti assessore alla Protezione civile nella Giunta della Provincia. Consigliere di circoscrizione per due consiliature, Porzio si è candidato alle recenti elezioni comunali, risultando il primo dei non eletti nella lista «Amo Palermo». Il presidente Avanti ha anche nominato l’assessore alla Viabilità Giovanni Tomasino vice presidente della Provincia.

Tutti gli uomini dei presidenti Chi sono i papabili assessori di domani

Tutti gli uomini dei presidenti  Chi sono i papabili assessori di domani

PALERMO – Il giochino è forse prematuro, ma il toto-assessori in vista del 28 ottobre è comunque già partito. Troppo presto per dire chi vincerà, in una campagna elettorale in cui l’unica certezza sta nella frammentazione dell’offerta politica, con i partiti tradizionali spaccati su quattro candidature di peso. Troppe le incertezze al momento, non solo quelle legate all’esito della sfida tra gli aspiranti governatori, ma anche, e soprattutto, quelle che riguardano la grande corsa delle liste e dei candidati che si contendono i 90 seggi di Sala d’Ercole. Dopo il terremoto delle ultime amministrative, l’impressione diffusa tra i partiti e che nessuno è al sicuro. Nemmeno i tradizionali collezionisti di preferenze a cinque cifre, alla luce dei cangianti umori dell’elettorato. Eppure, sarà proprio il risultato delle urne a spingere questo o quel deputato verso una poltrona di assessore, accrescendone le quotazioni nella corsa per entrare in giunta.

Se per esempio si affermasse Nello Musumeci, il Pdl, che ha sacrificato ancora una volta, come sempre da quando esiste l’elezione diretta, la pedina di candidato presidente della Regione a vantaggio di un altro partito, potrebbe reclamare un cospicuo numero di poltrone in giunta. Una era già prenotata per Francesco Cascio, presidente dell’Ars uscente, indicato dai berluscones come vicepresidente del catanese Musumeci. Ipotesi che però ha incontrato qualche resistenza, tanto che nel Palazzo si parla di un possibile trasferimento romano dell’ex presidente dell’Ars. Tra gli altri papabili, un veterano come Francesco Scoma, che è già stato assessore a più riprese, ma ancheInnocenzo Leontini, capogruppo nell’ultima legislatura transitato nella lista che dovrebbe raccogliere pezzo di Pdl e il Cantiere Popolare di Saverio Romano. Tra i big in campo c’è anche Nino Germanà, deputato nazionale che si pesa nella corsa all’Ars e che potrebbe rappresentare Messina in giunta, in alternativa a un ex assessore come Nino Beninati, dato dalle cronache locali come in rotta con il partito. Un posto di peso spetterebbe senz’altro a un catanese esponente del gruppo Castiglione-Firrarello e lì corsa a due tra l’ennese Edoardo Leanza e l’etneo Nino D’Asero. Fuori dal Pdl, aspirano a un’adeguata presenza in giunta i seguaci di Saverio Romano del Pid. In pole position per un posto di assessore ovviamente i baffi di Rudy Maira, capogruppo uscente, ma anche Marianna Caronia, la cui lista alle ultime amministrative di Palermo ha riportato un buon successo. Un tecnico di lusso potrebbe essere Roberto Lagalla, ma è difficile che il magnifico rettore di Palermo, dopo essere stato per ben due volte scartato come candidato da Alfano, accetti un ruolo che saprebbe di ripiego. Anche la Destra di Musumeci potrebbe strappare un altro posticino in giunta e tra i papabili c’è senz’altro il giovane Ruggero Razza, vicepresidente della Provincia di Catania.

In caso di vittoria di Gianfranco Miccichè, il laeder di Grande Sud porterebbe certamente in squadra i due colonnelli Michele Cimino Titti Bufardeci. Una o due poltrone sarebbero reclamate dal piccolo Mps, con Riccardo Savona pronto ad accasarsi dove in questa legislatura non è stato possibile. Tra i finiani, in pole Alessandro Aricò, assessore uscente. Ma anche il giovane Livio Marrocco potrebbe aspirare a una poltrona, se non trasmigrerà a Roma da qui all’anno prossimo. Quanto al Partito dei siciliani, in primissima linea c’è il capogruppo Nicola D’Agostino, alter ego di Giovanni Pistorio. Gli altri se la giocheranno pesandosi alle urne, usciti di scena gli ingombranti Lino Leanza, Francesco Musotto e Carmelo Lo Monte. In cerca di riconferma anche gli uscenti, che stavolta devono pesarsi alle urne, come Francesco Aiello. Ma conoscendo Miccichè, è probabile che in caso di vittoria l’uomo del 61 a 0 tenterà di attingere anche fuori dalla politica per formare la sua squadra. Magari provando a convincere tecnici di peso come Nino Bevilacqua.

Se la spunterà Rosario Crocetta col suo inedito asse Pd-Udc, la partita sarà molto aperta. L’Udc potrebbe mandare in giunta il messinese Giovanni Ardizzone e ovviamente la new entry di lussoLino Leanza, che per la sua esprienza potrebbe candidarsi anche a presiedere l’Assemblea regionale. Ma anche il sindaco di Porto Empedocle Calogero Firetto, che tenta per la prima volta lo sbarco all’Ars, potrebbe inserirsi tra i papabili centristi. E sono buone le chanches del cataneseMarco Forzese. Nel Pd, molto dipenderà dall’esito del voto. Dei 26 uscenti, tanti rischiano di non tornare a Sala d’Ercole. Se centrerà la riconferma, Antonello Cracolici potrà finalmente diventare assessore, come non gli è riuscito in questa legislatura. Ma dovrà vedersela con un agguerrito Pino Apprendi e con Fabrizio Ferrandelli, che si candida da indipendente nel Pd. Niente incarichi di giunta, invece, per il segretario Giuseppe Lupo. Tra i papabili, sempre in caso di rielezione, anche il sempreverde Lillo Speziale (ma un presidente gelese e un assessore gelese forse sarebbero troppo), i siracusani Bruno Marziano Roberto De Benedictis, e il trapanese Baldo Gucciardi per la corrente Innovazioni. Un posto al sole spetterebbe anche a Nello Di Pasquale ex sindaco di Ragusa. E se alla fine per lui si troverà posto, anche Massimo Russo potrebbe sperare di rientrare al governo con Crocetta. Che probabilmente attingerà anche alla così detta società civile per formare la sua squadra (magari scegliendo il questore Antonio Malafarina, che inserirà nel listino). Premiando anche qualche esponente dei partiti minori della coalizione (Api e Psi) che si distinguerà per consenso. Tra questi, certo, l’uscente Giuseppe Spampinato dei rutelliani spera di poter dire la sua.

Quanto a Claudio Fava, il politico catanese ha già fatto sapere di voler mettere su una squadra di dieci assessori, cinque uomini e cinque donne. I nomi? Non ne circolano tanti. Certo, l’orlandianoPippo Russo, se staccherà il biglietto per l’Ars, potrebbe essere un papabile, così come il leader dei comunisti Antonio Marotta. Ma vista la cifra della campagna di Fava, c’è da aspettarsi un abbondante ricorso alla “società civile” nella sua ideale squadra di governo, magari con l’impegno di figure come Nando Dalla Chiesa.

Fin qui il gioco, dando per buona l’ipotesi, per la verità improbabile, che uno dei quattro candidati e la sua coalizione ottengano, grazie al premio previsto dalla legge, la maggioranza dei seggi all’Ars. Se questo non accadrà, saranno necessarie trattative post-voto, che scompagineranno questo genere di calcoli. E che influenzeranno anche la scelta del presidente dell’Assemblea, poltrona che stimola gli appetiti di molti, e che rientrerà probabilmente nelle trattative tra le coalizioni che divise in campagna elettorale si troveranno unite a governare quel che resta della Sicilia.